
Ritorniamo sulla Marecchiese e dopo Ponte S.Maria Maddalena a Novafeltria prendiamo la deviazione per Talamello, un piccolo paese che conserva nella struttura e nelle opere ricordi del passato. Il paese di Talamello fù proprietà prima della famiglia dei Della Faggiola e poi dei Malatesta. Inizialmente infeudato dal pontefice a Uguccione della Faggiola sarà poi il cardinale Egidio Albornoz nel 1355 a riprenderselo. Il castello verrà successivamente venduto a Galeotto Malatesta e poi confermato a Carlo Malatesta. In seguito Pio II lo infeuda ai Guidi di Bagno e ai Malatesta di Sogliano assieme ad altri borghi nelle vicinanze.
Nel 1490 ha inizio la produzione di polvere da sparo nei muluni di Talamello, attivita questa che durerà circa 500 anni.
Nella chiesa parrocchiale, che merita di essere visitata, è conservato un crocefisso risalente al 1300 che ogni lunedì di pentecoste viene portato in processione dai fedeli della zona. Una visita sicuramente interessante è quella al camposanto del paese dove si trova una piccola cella completamente affrescata da Antonio Albertini attorno al 1430.

Usciti da Talamello possimo tornare direttamente sulla Marecchiese per continuare il nostro itineraio verso la parte alta della valle oppure proseguire lungo la strada che ci porta verso Perticara, S. Agata Feltria con rientro sulla Marecchiese verso Pennabilli.
Perticara è stato centro zolfifero tra i più importanti dell´Appennino gia sfruttato dai romani nel tempo le miniere divennero una grossa industria sviluppatasi a partire dal XVII secolo fino alla seconda guerra mondiale.
L'attivita di estrazione finì nel 1964 ed oggi restano numerose le testimonianze del lavoro e della cultura di miniera: le strutture, i pozzi, le case dei minatori. Per chi fosse interessato è da visitare il "Museo della Miniera di Perticara" che conserva reperti, oggetti, attrezzi e documenti del tempo, innaugurato nel 1970 è gestito dall´Associazione Proloco.